MEMORIE DAL SOTTOSUOLO (Il vorticoso flusso di coscienza)
MEMORIE DAL SOTTOSUOLO (Il vorticoso flusso di coscienza)
… Us and them and after all we’re only ordinary men me and you quante volte Leo sentì questo motivo dei Pink quante volte rimise indietro questa musica anche quando Lara gli disse: ma chi sono? E Leo infastidito dall’ignoranza di quella donna uscì fuori da quella scatola di carne e non parlò più per ore e Lara non capì non capì cosa stava accadendo a quel suo amore perso non capì che la sublimazione di una nota alle volte conta più di un orgasmo…
… quante foto in bianco e nero sul quel divano di quel salottino e Leo era confuso non sapeva cosa scegliere foto anche a colori ma l’indecisione era troppa allora decisa di andare via e si scontrò con una bianca e tenera Wolkswagen dove un cagnolino abbaiava senza un perché forse era geloso pensò e a Leo quella giornata in Wolk gli costò troppo ma ne valse la pena…
…Lara voleva sposarsi era sempre stato il suo sogno ma Leo non la stava a sentire poi un giorno Lara si ruppe la gamba e Leo sorrise e corse tra quelle corsie dell’ospedale che tale non era perché troppo pulito e l’infermiera scalza inferocita corse per le scale ma Leo aveva già consumato e scappò via lo ritrovarono a ubriacarsi altrove con altro Jack Daniels invecchiato…
… Leo sempre alla ricerca di se stesso o alla ricerca di cosa non si sa e non è dato saperlo ma al “Roney” di una città come tante vide Lara da sola che si dondolava al suono del contrabbasso e partenze e ritorni e suoni nella mente e spari involuti e mare e montagna ma anche pianure con la luna semiseria e abbastanza grande da sembrare vera e Leo prese paura al ritorno di quel viaggio ma Lara seppe come prenderlo e andò via no anzi andò via lui come aveva fatto tante altre volte…
…Lara aspettava sui binari del treno come diceva una vecchia canzone e Leo troppo lontano come sempre per indolenza o per tedio non fece in tempo la rivide su altri binari stavolta quelli di un’altra città e fece una corsa stavolta tra panchine e pioggia si dissero tutto quello che c’era da dire poi Leo andò via…
… Leo fece tutto quello che lei gli chiese e sulla vespa arrugginita spostò le nuvole grigie dalla strada ma queste erano talmente tante che lo inondarono d’acqua dalla testa ai piedi e davanti alla fermata del tram con il solito omino di sempre si abbracciarono come non mai ma erano anche fradici e Leo così si ammalò e andò via…
…saltava sul letto Lara e sembrava un cagnolino impazzito e Leo non sapeva cosa dire al portiere dell’albergo ma questi con molta discrezione lo accompagnò al terzo piano e trovò Lara seduta ai bordi di quel letto con le braccia raccolte a proteggere la sua vita e Leo passò la notte domandandosi se doveva andare via…
…gli scogli e il mare di notte senza luna è meglio ma a volte fa male non ci si vede e Leo non vide nulla ma toccò il fondo di quelle acque scure e dopo riposò sulle sue braccia tra la sabbia e l’umido di una sera come tante di una notte come tante e i fuochi e gli sputi e i Pink Floyd che accompagnavano quei momenti in macchina e Leo e Lara decisero che forse era meglio andare via…
…Lara vedova vestita di rosso faceva le carte per diecimila lire per un tozzo di pane per dirti cosa volevi sentirti dire e aveva una figlia ma non di rosso ma ancora vestita di rosa e un giorno volle dire ciò che la sua mente costruì ma Leo scappò via e lo ritrovarono con la cartomante rossa in un treno per chissà dove…
…via Libertà e i suoi alberi via Croce Rossa e i suoi ricordi e Leo cambiò opinione su quei momenti di pacata euforia e non capì che Lara volesse un figlio come tutte le altre lo avevano chiesto e Leo non era pronto come figlio figuriamoci come padre e sui viali della Favorita e sulle ville Liberty di Mondello tentò di andare via ma Lara lo fermo’ in tempo prima che fosse troppo tardi…
…Lara era una contraddizione vivente forse anche per necessità e viveva con fierezza la sua vita ma alle volte era terribilmente vera scopriva la sua anima ogni volta che aveva un nuovo amore e Leo era quello di turno un giocattolo da rompere e riparare ogni volta che lo voleva e Leo si smarriva davanti a lei non era più se stesso alternava come un ossesso solitudine ed ebbrezza depressiva o soffocava nel suo petto pensieri di evasione ma sperava ogni volta di non essere sempre lì…
…Lara volle dimagrire Lara prese un taxi Lara scappò via quella sera di pioggia come sempre a Palermo e una notte due ore e mezza non furono sufficienti per aver concesso a Leo un’ultima opportunità il giudizio di quella donna famelica e avida di corpo prese il sopravvento e ancora una volta Leo fuggì via…
…. Leo non poteva mai dimenticare cosa aveva alle spalle e ogni volta era come un viaggiare a ritroso nel tempo rivivere sempre tutto dall’inizio e sopportare tutta la trasparenza di una vita vissuta con Lara ma il destino immediato era fatto di mura bianche e trappole irresistibili e ancora una volta Lara lo aspettava al varco quella notte nascose il viso e i soliti affanni e la gabbia divenne opaca e Lara si sedette sul muricciolo davanti ad un fuoco innaturale e sigillò il suo amore con un ago…
….Lara pianse e Leo era assente poi un giorno attraverso cavi stanche le disse che tutto era finito altre nuvole stavano accorrendo al suo destino gente crudele e persone inadatte forse insensibili ma nonostante tutto questo Lara era ancora una volta pronta a servire il piatto la sponda ancora una volta…
…la gente giudica e non sopporta e Lara si inumidisce ad ogni sconfitta ma come un leone ferito trova sempre la forza di alzarsi e graffiare e Leo la vittima prediletta si tormenta l’anima e non trova mai l’uscita e non sa se vivere o morire…
…Leo si vesti prese l’auto e si inoltrò tra le montagne che non conosceva tra la dilaniata conoscenza di se tra i tumulti d’eruzione che la vita gli stava dando e giunse notte fonda davanti al camino dove Lara stava ad aspettare e il suo profilo davanti al fuoco vagava infinito perdendosi tra le fiamme inesorabili di una notte di fine anno…
…Lara volle dimagrire Lara prese un taxi Lara scappò via quella sera di pioggia come sempre a Palermo e una notte due ore e mezza non furono sufficienti per aver concesso a Leo un’ultima opportunità il giudizio di quella donna famelica e avida di corpo prese il sopravvento e ancora una volta Leo fuggì via…
…. Leo non poteva mai dimenticare cosa aveva alle spalle e ogni volta era come un viaggiare a ritroso nel tempo rivivere sempre tutto dall’inizio e sopportare tutta la trasparenza di una vita vissuta con Lara ma il destino immediato era fatto di mura bianche e trappole irresistibili e ancora una volta Lara lo aspettava al varco quella notte nascose il viso e i soliti affanni e la gabbia divenne opaca e Lara si sedette sul muricciolo davanti ad un fuoco innaturale e sigillò il suo amore con un ago…
….Lara pianse e Leo era assente poi un giorno attraverso cavi stanche le disse che tutto era finito altre nuvole stavano accorrendo al suo destino gente crudele e persone inadatte forse insensibili ma nonostante tutto questo Lara era ancora una volta pronta a servire il piatto la sponda ancora una volta…
…la gente giudica e non sopporta e Lara si inumidisce ad ogni sconfitta ma come un leone ferito trova sempre la forza di alzarsi e graffiare e Leo la vittima prediletta si tormenta l’anima e non trova mai l’uscita e non sa se vivere o morire…
…Leo si vesti prese l’auto e si inoltrò tra le montagne che non conosceva tra la dilaniata conoscenza di se tra i tumulti d’eruzione che la vita gli stava dando e giunse notte fonda davanti al camino dove Lara stava ad aspettare e il suo profilo davanti al fuoco vagava infinito perdendosi tra le fiamme inesorabili di una notte di fine anno…
…Non chiedere non pensare non parlare non ha più senso e troppe volte Leo tentò di costruire qualcosa di buono ma piaceva troppo uccidere la sua vita forse per ridare corpo alla sua lucidità il male dell’anima era in sé il suo obiettivo…
…. Leo non sapeva cosa significasse essere soli non avere nessuno con cui dividere giorni amori fragili e sentimenti era come la gente che ride che alle volte lo fa perché piena d’amarezza o perché dentro ha grandi piazze buie e la disperazione gli si attacca sulla pelle sull’anima vicoli bui e debolezza ancestrale Leo rimase imprigionato nella sua stessa scatola una scatola che girava attorno a se…
…Leo vide la casa dove Lara abitava la sera con il volto buio illuminato dalla sola luna e i suoi occhi alla finestra e poi passeggiare tra l’erba e i fiori e sentire il calore della sua paffuta mano parlavano della loro vita della famiglia non voluta dei lavori e della loro infanzia e Lara seduta su una pietra scopriva la sua vita vissuta si lì…
…Lara sognava di incontrare qualcuno a cui dire cosa sentiva dentro al suo corpo i suoi cambiamenti la sua curiosità e si guardava allo specchio ma non si piaceva e dettava ogni giorno nuove cose desiderava essere amata e Leo gli raccontò quando la vide per la prima volta…
… Un giorno Lara ebbe l’impressione di non sentire più il suo respiro Leo l’aveva lasciata e un nuovo profumo la riportò indietro nel tempo senza luce nell’anima maledì tutti quei giorni trascorsi e la velocità del sangue gli fece scoppiare la testa dal dolore voleva dimenticare voleva fuggire da quel corpo che era stato una mercè per Leo voleva Leo morto…
… Però se tu mi dici che sei pronto a iniziare subito per una nuova strada disse Leo un giorno di follia al telefono di casa mentre guardava suo padre fare la valigia e andare via Leo aveva scelto un posto riparato nel vano di quella scaletta e si era messo a leggere avendo una luce abbagliante e l’odore del caffè che si spandeva per la stanza e Lara ancora non si era vista ma l’imbarazzo del primo incontro Leo non lo dimenticò mai la radio suonava all’interno di quella Panda rossa ma non si sentiva la musica solo parole mute…
… non aveva pace Leo non era calmo sempre agitato e disturbato una sua caratteristica sin dalla nascita si quella poi…gli dicevano sempre che sarebbe morto lui e la madre e che c’era anche un prete e il padre che piangeva per la disperazione e la pistola nel taschino pronta a usarla ma Leo venne al mondo comunque e continuò ad agitarsi e poi scomparve…
… Leo osservò i cocci della sua vita in un lavandino sporco e dietro gli ori da dare a chissà chi Ma nonostante tutto la sua mente scappò via ancora una volta e riprese la scuola ove l’insegnante di matematica addobbata di ori e cimeli si scandalizzò quando Leo gli raccontò del suo IO…ma Lara ancora non c’era
Come una nemica non si è stancata ed è ritornata e anche quando arriverà quel giorno continuerà a vagare e a cercare i sassi rotolati e come un’anima persa e arida non sa come appagare e non sa come capire strisce che si ricompongono nella confusione tra incubi e sconfitte e Leo prese per mano il coraggio bruciando sul nascere le illusioni di una notte e di una bambina che voleva arrivare Lara aveva sperato che quel filo di vento le avrebbe permesso di spiegare tutte le sue paure e di non saper trattenere a lungo quel viaggio definitivo e deciso…e Lara fece le valigie…
continua....