L'altra lei (racconto)
L'altra lei
Mi trovo veramente in un mare di guai. E pensare che invece questa dovrebbe essere la settimana più felice della mia vita: si, perché fra sette giorni mi devo sposare. Lei è carina, dolce, intelligente, sempre allegra… e poi mi ricopre di affetto; ma soprattutto è un tipino molto paziente, e ce ne vuole con uno come me sempre distratto e con la testa fra le nuvole. Lei, io la conosco da sempre… fin da piccini quando i nostri genitori ci portavano a scuola: lei piccola piccola , con il suo cesto rosa in mano ed i fiocchetti colorati a stringerle due adorabili treccine ai lati della testa e due occhioni limpidi e profondi. Io sono perciò cresciuto con lei, ed insieme a lei ho scoperto poco a poco la vita. A parte la mia mamma lei è stata la prima persona di sesso femminile ad essermi sempre stata accanto, presente in ogni momento. Da piccola lei piangeva spesso, a volte anche senza un apparente valido motivo:… forse aveva paura del "fantomatico" uomo nero che mangia i bambini cattivi; bastava anche un banale temporale per farla piangere, i tuoni la spaventavano da morire. Così come il buio, unito alla paura di restare sola. Lei piangeva, ed io ero lì pronto ad offrirle il mio conforto, ad accoglierla tra le mie braccia. Quanti bei momenti che abbiamo passato insieme noi due, e quanti bei ricordi già vissuti uno accanto all'altra: insieme abbiamo scoperto l'amore… insieme abbiamo cominciato a vivere. C'è sempre e solo stata lei in cima ai miei pensieri: come compagna di giochi
prima, come amica poi e come fidanzata adesso. Ora non porta più i capelli legati ed i fiocchetti colorati, ed i suoi meravigliosi capelli fluenti le scendono briosi lungo le spalle; gli occhioni limpidi e dolci invece ci sono ancora. L'ho amata fin da subito, con tutto il cuore e non ho mai dubitato dei miei sentimenti… … …, questo fino a ieri sera. Ed invece adesso? Per la prima volta dopo una vita di certezze il mio amore per lei all'improvviso comincia a vacillare. Come se mi fossi scosso da un torpore che fino a quel momento mi aveva attanagliato bendandomi gli occhi, il cuore e l'anima. Lei - un'altra lei - è entrata di prepotenza nella mia vita sconquassandomi completamente e lasciandomi letteralmente senza fiato. Farlo con lei è stato meraviglioso, sublime… migliore di tutte le altre volte, come se fosse la prima volta. E per la prima volta - dopo avere commesso il sacrilegio - mi sentivo veramente soddisfatto. Io che pensavo di essere profondamente innamorato della mia prima lei; ed invece quest'altra lei mi fa sentire emozioni fortissime, sublimi, imparagonabili a qualsiasi altra. Eppure la conosco da appena un giorno e non so praticamente niente di lei. O quasi. Questo che significa?… che della prima lei non sono mai stato veramente innamorato? Possibile che la nostra fosse semplicemente e soltanto una situazione che fino a quel momento mi aveva impedito di aprire gli occhi ed amare? Che cosa sta succedendo nella mia anima? Giuro che vorrei non averla mai incontrata l'altra lei, ma ora che mi sono innamorato di lei che posso fare? Fare finta di niente e sposare la mia prima lei?… e se così facendo mi rovinassi la vita finendo con il mortificare me stesso ed i miei sentimenti? Accidenti. E' giusto, è normale, è ovvio che io sposi la mia fidanzata… non posso spezzare un idillio che dura praticamente da una vita per una sconosciuta! La ragione infatti vuole che io torni dalla mia donna, e poi non posso rovinare due famiglie che da anni vanno d'amore e d'accordo. Sta scritto che io sposi lei: ma il mio cuore adesso non vuole più e si ribella con tutte le forze. Io adesso voglio l'altra lei, e nessun'altra.
Ed eccomi qui, in un mare di guai appunto: chino sulla mia scrivania, con le mani sui capelli e la testa poggiata sul banco, gli occhi lucidi ed una smorfia di sconforto sulle labbra. L'altra lei è decisamente affascinante, è fantastica… e poi a lei non ho detto che tra una settimana mi devo sposare. Probabilmente è una brava ragazza, e così comportandomi sto facendo del male anche a lei. Accidenti a me. Devo farla finita subito, prima che sia troppo tardi; o forse è già troppo tardi. Inesorabilmente tardi.
Squilla il telefono ed all'improvviso mi scuoto dal torpore dei miei pensieri affliggenti per ripiombare alla cruda realtà del momento.
- "Pronto?", dico io con un tono di voce tale che sembra provenire direttamente dall'oltretomba.
- "Ciao amore sono io", mi risponde gioiosa la voce di lei, la mia fidanzata. "Mi manchi tanto, non vedo l'ora di riabbracciarti".
Guardo l'orologio, ed infatti è tardi. Avrei già dovuto essere a casa, da lei; ed invece?…
- "Pronto amore ci sei?", continua lei non ascoltando nessuna risposta da me (e sempre con tono di voce dolce, tanto fa farmi immaginare il suo tenero faccino innamorato bisognoso di coccole).
- "Si… ci sono!", replico io per la verità seccato.
Ma un istante dopo mi prende un rimorso al cuore: lei, la sento trepidante ed emozionata. Come la prima volta che ci siamo parlati da fidanzati, subito dopo la mia dichiarazione d'amore… bellissima nonostante io sia un tipo tutt'altro che romantico, ma quelle dolci parole mi erano uscite direttamente dal profondo del cuore. Quello stesso cuore che adesso si rifiuta di tornare a casa, da lei. Ma perché? Perché è cambiato tutto così in fretta nei miei sentimenti e soprattutto senza avvertirmi? Come faccio adesso a dirle che non la amo più? E' troppo sensibile, stramaledetta complicata ragazza… così come stramaledetto è il destino che ci ha forzatamente legato ancor prima di essere venuti al mondo.
E' tardi, tra poco mi aspetta l'altra lei… forse glielo dico che tra una settimana mi devo sposare. Chiudo gli occhi disperato ed una voce mi smentisce prontamente:
"Il matrimonio è sacro, non ti sposare se non sei ancora pronto".
Ed infatti io non mi voglio sposare più, almeno con lei.
Mi decido ad alzarmi dalla scrivania, indosso in tutta fretta il giubbotto e mi reco all'appuntamento con l'altra lei. Ma non riesco ad essere felice: sto con lei e penso all'altra lei. Perché? Come è possibile se adesso sono insieme alla lei che amo veramente? Lei se ne accorge e mi fa un'infinità di domande, si arrabbia anche… Lei non si sarebbe mai permessa di alzare il tono della voce con me. Lei chi? Ovvio la mia futura moglie.
E allora, che cosa sto aspettando? Perché non corro subito tra le sue braccia? Lei starà in pensiero per me adesso; se prima era tardi, ora è tardissimo.
Con le lacrime agli occhi saluto l'altra lei… la passione, e mi precipito sul serio dalla mia vera lei. E quando finalmente la stringo tra le mie braccia e la sento vibrare vicina a me, allora capisco che c'è soltanto lei nella mia vita… che amo esclusivamente lei e nessun'altra; ma soprattutto che non la cambierei con nessun altra al mondo. Ed allora perché fino a pochi attimi fa dubitavo di me e dei miei sentimenti?… … …
Si, adesso finalmente ci sono: è che in fondo l'altra lei è servita a farmi ricordare quanto io volessi bene alla mia prima lei, perché dopo tanti anni trascorsi sempre insieme io me lo ero un po’ scordato. Ma poi quando lei non c'era, soltanto allora ho capito quanto lei sia importante per me. Che sciocco che sono stato, è proprio il caso di gridarlo. E tra sette giorni sarò sull'altare con lei, senza dubbi né incertezze. Si, perché il matrimonio è sacro ed io adesso sono pronto al grande salto!