Angelo (racconto)
Angelo
Ma cosa ci faccio sdraiato in un letto con questi due?
Dove sono?
Cerco di alzarmi e una fitta alle tempie mi immobilizza.
Porto la mano libera sulla nuca e la lascio scivolare delicatamente, mi piace giocare con i miei capelli. La testa appoggiata sulla spalla si muove piano disturbata dal movimento, è di una ragazza, cerco di guardare la sua faccia ma non riesco ad inquadrarla senza muovermi eccessivamente, lascio perdere e cerco di scorgere qualche particolare inclinando leggermente la testa. Indossa una camicetta bianca da classica fighetta che le stringe divinamente i fianchi, dei pantaloni aderenti neri, non che distingua molto bene i colori con questa oscurità, e ha i piedi nudi, vedo anche i miei, hanno una forma così perfetta! Dall’altro lato sta dormendo beatamente un ragazzo con i capelli lunghi e scapigliati, senza maglietta e con i jeans che lasciano intravedere dei boxer grigi. Cerco di muovere piano il braccio sinistro, la ragazza non sembra gradire, la sua testa mi scivola dalla spalla, le si dipinge in faccia un’espressione di disaccordo, sorrido, adesso riesco a vedere le sue labbra socchiuse e perfette.
L’ho già baciata?
Non ricordo proprio.
Altre fitte alle tempie. D’accordo lascio in pace il mio cervello. Distolgo lo sguardo, dalla finestra non si vede nulla, ma come cazzo di minchia sono finito qui?! Sul pavimento ci sono varie bottiglie, riconosco la forma di più della metà.
Ruoto ancora la testa, voglio osservare meglio quel ragazzo, vengo subito inondato dal profumo dei capelli della tipa, non riesco a trattenere la voglia di accarezzarli, sono più morbidi dei miei, lei reagisce lasciando scorrere la sua mano sul mio torso, sento le dita sfiorare la mia pelle, la mano si chiude in un pugno e si ferma.
Una lacrima mi scivola giù per il collo.
Che cazzo fa! Piange? Cerco di guardarle il viso, le sue labbra sono rilassate ma sembra deglutire.
-Ehi? Sei sveglia?- esce fuori quasi come un sussurro, temo non abbia sentito e forse è meglio così. Non vorrei svegliarla e non vorrei disturbare nemmeno il sonno di quel ragazzo.
Dopo qualche minuto mi risponde di si. Cerco di girarmi un po’, non riesco ancora a vederla bene, le alzo la testa spingendole il mento con tutta la delicatezza di cui sono capace, apre gli occhi e capisco subito che potrei rimanere per tutta la vita dentro l’aureola verde e dorata del suo sguardo. Rimane a fissarmi con quell’espressione triste, mi ruba il fiato, mi porta via l’anima, distrugge ogni mio desiderio, deglutisce ancora e le sue labbra si inarcano per un attimo. È la sua mano su di me che sta tremando o è il mio corpo ad implorare un solo respiro?
-Chi sei?- sento una voce lontana, vedo le mie parole dipingersi nei suoi occhi. Lei chiude per qualche secondo le palpebre, le sue sopracciglia si irrigidiscono e appena riapre cerca di sorridermi con tutta la dolcezza di cui è capace.
-Io sono il tuo angelo-
E il suo alito odora di birra e vodka. Chiude gli occhi e sembra addormentarsi.
Voglio risentirlo.
Voglio risentire la sua voce.
La sua mano comincia a schiudersi, sento il calore del palmo, mi inebria i sensi. Non dormire, parlami ancora, ridammi quello sguardo. Se sei il mio angelo baciami e accendi questa decadenza che mi porto dentro. Le sfioro ancora i capelli. Le mie tempie riprendono a pulsare, ti raggiungo subito mio angelo divino. Aspettami per qualche secondo. Voglio guardarti per l’ultima volta, voglio ancora sentire il tuo profumo. Un attimo e sarò pronto, portami dove vuoi, ovunque, non importa, portami via con te.